La Chiffon Cake di Barbara

La Chiffon Cake di Barbara

Una ricetta alla quale sono particolarmente affezionata questa, perchè è un regalo della mia amica Barbara, splendida padrona di casa del Bed & Breakfast Cututisuite a Ziano Piacentino: un luogo incantevole dove immergersi nella bellezza, con l’allegra (e per me importantissima) compagnia del suo Golden Retriever Giotto.

La mia versione qui di seguito è declinata per uno stampo più piccolo da 18 cm: un aroma di vaniglia e limone che sa di cose buone d’altri tempi, che mi riporta subito in un luogo in cui vorrei essere @cucutisuite , e dove presto tornerò!

CHIFFON CAKE DI BARBARA

Ingredienti:

(per uno stampo da 18 cm)

  • Zucchero extrafine 150 g
  • Farina 145 g
  • Acqua 100 g
  • Olio di semi di girasole 60 g
  • Uova  grandi 3
  • Un cucchiaino di estratto di vaniglia
  • Scorza di limone bio 1/2
  • Lievito in polvere per dolci ½ bustina
  • Cremor Tartaro 4 g (mezza bustina)
  • Sale fino  1 g

Setacciare la farina con il lievito, aggiungere lo zucchero extrafine ed il sale e mescolare.

Separare i tuorli dagli albumi, e montare quest’ultimi molto bene assieme al cremor tartaro (darà una consistenza particolare alla torta, supersoffice).

Nel frattempo, mescolare i tuorli (non serve montare) con l’acqua, l’olio e aggiungere gli aromi (estratto di vaniglia e buccia di limone grattugiata).

Incorporare gli ingredienti secchi (farina+lievito+sale) e mescolare delicatamente. Infine aggiungere gli albumi montati ed amalgamare con una spatola delicatamente con un movimento dall’alto al basso, per mantere il composto arioso.

Versare il composto in uno stampo da chiffon cake (in questo caso non serve imburrare ed infarinare) e cuocere in forno ventilato a circa 160° per 30 minuti (fare la prova stecchino).

Una volta cotta, capovolgere e lasciare raffreddare completamente. Lo stampo da chiffon cake ha dei piedini ed il fondo removibile che rendono più semplice questa operazione.

Una volta sformata, cospargere di zucchero a velo e gustare: a me piace così, in purezza!

Suggerimenti:

Se non avessimo uno stampo da chiffon cake, possiamo usare il nostro stampo preferito, avendo cura però di imburrare ed infarinare molto bene la superficie, oppure usare uno staccante spray.

Cheesecake alla Vaniglia e Lamponi senza cottura

Cheesecake alla Vaniglia e Lamponi senza cottura

Una base di biscotti tritati (sì, anche quelli rotti, o avanzati nei sacchetti), uno strato di confettura di lamponi, una morbida crema aromatizzata alla vaniglia, e via libera alla fantasia per la decorazione: un dolce senza cottura, semplice e veloce da realizzare, che sono sicura stupirà le persone che lo gusteranno con voi!

La ricetta è ispirata ad una delle fantastiche creazioni di Valentina @laricettachevale, che ho avuto il piacere di incontrare di persona, e che incanta con le sue torte.

CHEESECAKE ALLA VANIGLIA E LAMPONI

Per uno stampo con fondo removibile di circa 22 cm

Ingredienti

  • 200 gr di biscotti
  • 120 gr di burro fuso e raffreddato
  • 1 pizzico di sale
  • confettura di lamponi (2/3 cucchiai)
  • 150 gr di formaggio tipo Philadelphia
  • 150 gr di panna liquida fresca
  • 40 gr di zucchero a velo
  • Un cucchiaino di estratto di vaniglia

In un mixer tritate i biscotti finemente. Aggiungere il burro fuso e raffreddato ed il pizzico di sale e mescolare, ottenendo un composto sabbioso, con il quale andremo a foderare lo stampo con il fondo amovibile (necessario per sformare il dolce).

Base cheesecake con biscotti tritati

Trasferire lo stampo in frigorifero per un’ora almeno.

Montare con le fruste elettriche la panna con il Philadelphia (freddi  da frigo),  lo zucchero a velo e l’estratto di vaniglia (o i semini di mezza bacca) fino a che non avremo un composto morbido e cremoso.

Riprendere lo stampo con il fondo di biscotti tritati, spalmare un generoso strato di composta di lamponi, e con una sac-a-poche, formare lo strato di crema di formaggio (possiamo versarlo anche con una spatola, ma spalmandolo, tenderà ad alzare anche la composta di lamponi).

Trasferire in frigorifero per almeno 2 ore.

Prima di servire decorare a piacere con qualche biscotto, frutti di bosco, foglioline di menta.

E se preferite la versione della cheesecake cotta? Ecco qui la mia ricetta preferita: cheesecake cotta senza base con glassa al cacao.

CheeseCake Cotta con Glassa al Cacao

CheeseCake Cotta con Glassa al Cacao

Un’esperienza bellissima ed emozionante…


1939.  Ada Bonfiglio Krassich pubblica “La cucina delle specialità Italiane”, proponendo ricette che, in tempi difficili, richiedevano solo piccole quantità di prodotti più costosi, agevolando le massaie che dovevano fare i conti con aumenti di prezzi e tavolta ingredienti introvabili (ci ricorda qualcosa?)


2020. La Biblioteca Internazionale La Vigna (un gioiello della cultura eno-gastronomica, con una collezione di 62.000 volumi dedicati alla gastronomia, enologia, viticoltura e scienze agrarie) mi ha coinivolta in un bellissimo progetto: rivisitare una ricetta tratta dal libro di Ada e proporla in una versione moderna. 


Scegliere la ricetta, fare un viaggio nel tempo, provare qualcosa pensato quasi 80 anni fa, per me è stato veramente emozionante: da qui, è nato un video che Biblioteca Internazionale La Vigna ha postato sui suoi canali social, in cui viene presentata la ricetta, il procedimento ed il risultato finale, in una sorta di asse temporare parallelo. Bellissimo! (potete trovare il video qui).


La mia scelta è stata una crostata di ricotta, che in termini moderni potrei definire una cheesecake cotta senza base… Ho leggermente modificato gli ingredienti, ed ho scoperto così una ricetta meravigliosa, semplice, dal gusto elegantissimo e vintage: un assaggio e sono tornata negli anni 40 del secolo scorso. 

Grazie Ada e grazie di cuore @bibliotecalavigna

Nota: Ho usato uno stampo piccolino da 15 cm, ottenendo così una delizia per 4 persone. Per uno stampo da 22-24 cm consiglio di raddoppiare le dosi. 

CHEESECAKE COTTA CON GLASSA AL CIOCCOLATO

Per la base della torta:

  • 250 gr di ricotta
  • un pizzico di sale
  • 30 gr di farina o fecola 
  • 50 gr di zucchero 
  • 2 uova (di cui useremo 2 tuorli e un albume)
  • la buccia grattugiata di un’arancia bio o di un limone bio (o una bacca di vaniglia)

Lasciare scolare la ricotta per almeno un’ora. Successivamente passarla al setaccio ed aggiungere prima i due tuorli e poi la farina con il sale, lo zucchero e la buccia grattugiata dell’arancia. Montare a neve fermissima l’albume ed aggiungerlo mescolando delicatamente dall’alto verso il basso fino ad ottenere un composto morbido ed omogeneo. 

Trasferire in uno stampo imburrato e foderato da carta forno. 

Infornare a 180° gradi in  forno ventilato per circa 30 minuti. 

Una volta sfornata, la torta “si siederà” all’interno, creando così lo spazio per accogliere la glassa al cioccolato. Lasciare raffreddare. 

Per la glassa: 

  • 80 gr di zucchero a velo
  • mezzo cucchiaino di cannella
  • 10 gr di cacao
  • 20 gr di burro fuso
  • 3 cucchiaio di acqua calda.

Fare fondere il burro fuso al microonde, aggiungere lo zucchero, la cannella, il cacao e mescolare. Aggiungere un cucchiaio d’acqua alla volta, fino a raggiungere una consistenza cremosa (potrebbero bastare due cucchiai).

Versare sopra alla base di ricotta cotta e guarnire a piacere con frutta fresca. 

Crostata di ricotta

Gratin di Patate alla Panna (Gratin Dauphinois)

Gratin di Patate alla Panna (Gratin Dauphinois)

Agosto 1999 – Provenza – Ricordo d’estate


Un gruppo di giovani amici, tra cui la sottoscritta, decide di visitare la Provenza in moto, senza meta e spensieratamente. 


Nel nostro girovagare capitiamo, verso sera, in uno sperduto paesino circondato da campi di lavanda e bassi vigneti. Il caratteristico canto delle cicale a fare da colonna sonora. 


Si fa tardi, e l’unica osteria nella piazza del paesino sta per chiudere. Uno di noi, che parla benissimo francese, riesce a convincere i proprietari, che ci prendono in simpatia, a riaprire la cucina ed allestire per noi il tavolo sotto i platani illuminati da piccole lampadine.


Una volta servito il pasto (uno dei più buoni che io ricordi)  i proprietari decidono di unirsi a noi, con il loro allegro golden retriever, e gli anziani che passeggiano per rinfrescarsi un po’ (si conoscono tutti), ci raggiungono per godere della nostra gioventù e bere un buon vino in compagnia. 


E’ stata una di quelle serate belle ed inaspettate che non si dimenticano: all’hotel siamo tornati a piedi, perché nessuno era in grado di guidare (eravamo tutti troppo allegri ed un po’ brilli).


Ad accompagnare quella lauta cena, ci fu servito il “gratin dauphinois”, ovvero un gratin di patate alla panna e noce moscata che è entrato di diritto tra i miei piatti preferiti.


Vi propongo qui di seguito la ricetta, ispirata al libro “La Piccola Cucina Parigina” di Rachel Khoo: vi consiglio di provarle, sono ottime da sole o come ricco accompagnamento ad una grigliata, come in occasione di quella serata di più di vent’anni fa. 

GRATIN DI PATATE ALLA PANNA

(per 4/5 porzioni)

Ingredienti

8 etti  di patate a pasta gialla

200 ml  di latte

200 ml di panna da cucina fresca

noce moscata 

1 spicchio d’aglio

sale q.b.

erbe provenzali essiccate (oppure le le vostre erbe aromatiche preferite) 

Procedimento

Pelare le patate ed affettarle sottilmente (io ho usato una mandolina per ottenere fettine da circa 2 mm).

Tagliare lo spicchio d’aglio a metà e strofinare i lati di una pirofila. Trasferirvi le patate a fettine.

In una terrina mescolare il latte con la panna, aggiungere un cucchiaino di sale, le erbe aromatiche e noce moscata grattugiata a piacere. Versare il composto sulle patate nella pirofila, coprendole in modo omogeneno.

Infornare a 180° in forno ventilato per circa 30 min, finchè non si formerà una crosticina dorata e le patate saranno morbide (fare una prova con una forchetta).

Servire caldo o leggermente tiepido.

Torta Salata Girasole

Torta Salata Girasole

Basilico, maggiorana, ricotta e zucchine sono gli ingredienti principali per questa torta salata che ricorda il bel fiore giallo simbolo dell’estate: i fiori di zucca a fare da petali ed i pomodorini a ricordarne i semi.

Semplicissima da preparare, fa la sua bella figura in un buffet estivo, già tagliata a spicchi, con un plus: i pomodorini in cottura diventano quasi confit, donando un piacevole contrasto al palato.

La prepariamo insieme?

Ecco la ricetta:

TORTA SALATA GIRASOLE

(per una tortiera da 26/28 cm)

  • 1 rotolo di pasta sfoglia rotonda (nel mio caso a ridotto contenuto di grassi)
  • 3 zucchine piccole
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cipolla
  • 300 gr di ricotta
  • 1 uovo intero
  • Pomodorini
  • Fiori di zucca
  • Maggiorana e basilico
  • 3 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • Sale e peperoncino q.b.
  • Olio extravergine di oliva

Affettare finemente la cipolla e tagliare le zucchine a dadini piccoli (oppure grattugiarle). 

Fare insaporire le zucchine con la cipolla e lo spicchio d’aglio, in una padella antiaderente con un cucchiaio di olio evo. Aggiustate di sale e se gradito aggiungere del peperoncino in polvere.

Quando saranno belle insaporite (circa 10/15 min), eliminare l’aglio e mescolarle in una terrina con i 300 gr di ricotta, il parmigiano, le foglie tritate di basilico e maggiorana (o le erbe aromatiche che preferite). Assaggiare per aggiustare di sale. Aggiungere l’uovo e mescolare bene.

Stendere la pasta sfoglia e foderare uno stampo da crostata rivestito con carta forno.

Bucherellare la pasta sfoglia con una forchetta.

Versarvi sopra il composto di ricotta e zucchine livellando bene. Ripiegare il bordo della pasta sfoglia in modo da ottenere una decorazione come in foto qui sotto.

Lavare ed asciugare i fiori di zucca freschi, togliendo il pistillo, la base e aprendoli.

Disporli a raggiera come in foto qui sopra, in modo da ottenere un fiore. Al centro disporre i pomodorini.

Infornare a 180° in forno ventilato per circa 30 minuti: quando la sfoglia sarà dorata e croccante, la torta sarà pronta.

Gustare leggermente tiepida, e magari accompagnata da un bicchiere di Prosecco fresco!

Suggerimento:

Scegliere i fiori di zucca più freschi come decorazione. Quelli più rovinati possono essere tagliuzzati ed aggiunti alle zucchine in cottura.

Torta salata Girasole

Crostata con Frolla alle Mandorle e Confettura di Lamponi

Crostata con Frolla alle Mandorle e Confettura di Lamponi

La frolla alle mandorle è uno dei classici della pasticceria che amo di più: la presenza di farina di mandorle conferisce ai dolci gusto e aroma particolari che ben si sposano con le confetture di frutta o le marmellate di agrumi…. (lo sapevate che si può definire “marmellata” solo quella ottenuta con gli agrumi, mentre tutte le altre sono confetture?)

Nel mio caso, l’abbinamento preferito è proprio con la confettura di lamponi, sia per il sapore, sia per il bellissimo contrasto di colore che crea (adoro l’effetto scenico di tutti quei semini!)

Qui di seguito trovate la ricetta, ed un piccolo suggerimento per ottenere bellissime crostate decorate, come quelle che vanno tanto di moda su Instagram.

CROSTATA CON FROLLA ALLE MANDORLE

(per uno stampo da 24 cm + la decorazione) 

Ingredienti

  • 160 gr. burro
  • un pizzico di sale 
  • 120 gr. zucchero finissimo tipo Zefiro
  • 45 gr. farina di mandorle (o mandorle intere spellate da tritare finemente)
  • 1 uovo
  • 350 gr. farina
  • la punta di un cucchiaino di lievito per dolci

Lavorare con una planetaria o a mano il burro con il sale e lo zucchero.

Successivamente aggiungere la farina di mandorle e la farina con il lievito, fino a completa sabbiatura del composto (si otterrà una consistenza che ricorderà appunto la sabbia).

Aggiungere per l’ultimo l’uovo ed ottenere una palla.

Coprire con pellicola e far riposare in frigo almeno 30 min.

Stendere su un piano infarinato a 3 mm e ricoprire lo stampo di una crostata.

Bucherellare con una forchetta.

Aggiungere la confettura preferita, e decorare con strisce di pasta frolla (vedi foto sotto).

Cuocere per circa 20/25 min fino a doratura in forno a 180°.

Con degli stampini, ottenere dei biscottini di frolla nelle forme preferite.

Cuocere separatamente i biscottini.

Decorare la crostata con i biscottini ottenuti.

Se dovesse avanzare della pasta frolla, la potremo congelare ed utilizzare al bisogno. 

Suggerimento:

Come dicevo, vanno molto di moda le crostate decorate con biscottini dalle forme più svariate.

Io riscontro però sempre un problema in cottura, nel senso che il tempo di cottura della crostata differisce da quello molto più breve dei biscottini, rischiando che si coloriscano troppo. 

Suggerisco allora di cuocere separatamente la crostata e successivamente i biscotti nelle forme che preferiamo (omogenee per grandezza), e poi “incollarli” come decorazione con un velo di confettura.